venerdì 11 gennaio 2019

Come sempre sono in ritardo

Ogni anno è la stessa storia! Da quando ho iniziato ad utilizzare Facebook e Instagram, mi dimentico sempre del mio piccolo angolino dove tutto è iniziato.
Non vuol dire che io non vi pensi, solo che la vita è così frenetica, che faccio prima a mettere una foto o un post al volo sui social dal telefono che trovare due minuti per mettermi al computer.
Ma sapete benissimo che vi penso sempre e che non sono molto brava con il blog
Spero tanto mi perdoniate e anche se un po' in ritardo auguro a tutti voi, che ancora trovate due minuti per leggermi un Felice anno nuovo, ricco di sentimenti, emozioni e successi!!
Io oggi inizio la mia lista dei buoni propositi da qui....

Proprio oggi mi è capitato di vedere un lavoro, che anni fa ho realizzato e come sempre pubblicato con semplicità qui sul mio blog, essere un prodotto molto venduto da qualcun altro. Non è la prima volta che mi capita, e questo mio post non vuole essere un'accusa verso chi ha saputo utilizzare l'idea. Ma lo scrivo, perché vorrei che sia per me un promemoria a credere di più in ciò che faccio, a valorizzarlo, a valorizzarmi
Proprio ieri sera, mi è capitato occasionalmente di vedere un video di motivazione proprio diretto a chi vuole fare crescere la propria attività e a come sia importante crederci per primi noi. Ecco, questo è uno dei nuovi propositi per questo nuovo anno..... 
Crederci, credermi!!! 


giovedì 27 dicembre 2018

Come realizzare le borsette di Natale


Materiale:
  • Cartoncino tema Natalizio
  • Sagoma Big shot o punch di sagoma a piacere
  • Fermacampioni o piccola pietra per il bottone
  • Colla stic, biadesivo e taglierino 
Tagliate un rettangolo 8 x 14 cm, le sagome con la Big shot, circa 10 - 12 cm di nastrino e una striscia di cartoncino di 2 x 19 cm e due più piccole di 5 x 0.5 cm


 

Una volta preparato il materiale...possiamo iniziare!


Iniziamo con il marcare le pieghe

 

Dopo aver eseguito un taglio obliquo a 0,5 cm di distanza dal bordo, da un lato incollate il nastrino e  in seguito, su entrambi applicate le striscette più piccole 


Ora prendiamo la striscia lunga e marcare le pieghe 
a 3,5 - 2 - 8 - 2 - 3,5 cm se desiderate applicare un messaggio
a 3,5 - 2 - 7 - 3,5 se preferite lasciare il cartoncino a vista ( così avrete un eccesso di 1 cm )

 

Incollate la striscia alla struttura della nostra borsetta, infilate il fermacampione o incollate la piccola pietra dietro la quale attaccate un pezzetto di biadesivo.

 

Spero che il tutorial sia ben chiaro, ma per qualsiasi dubbio, non esitate a chiedere. 
Commentate qui, o scrivetemi una mail a dadacrea@hotmail.it



Borsetta porta burrocacao

Oggi vorrei mostrarvi il mio ultimo lavoro, commissionatomi da una cara amica che fa l'estetista e ama coccolare le sue clienti. Così per Natale ogni anno mi chiede di realizzare un regalino coccoloso da offrirgli. E quest'anno, avendo iniziato a vendere i prodotto YR ho pensato di proporle questi dolcissimi burrocacao.



Come sempre mi sono divertita un sacco nei panni di Elfa di Babbo Natale e la soddisfazione migliore è quella che leggi negli occhi di chi riceve il tuo lavoro!

giovedì 13 dicembre 2018

Il mondo Yves Rocher

Se mi seguite su instagram vi sarete accorte che ultimamente ho iniziato a condividere foto dei prodotti Yves Rocher. Ecco, oggi vorrei raccontarvi di come abbia deciso di diventare Consigliera di bellezza YR. Prima di tutto vi starete chiedendo: "Chi è una Consigliera di bellezza?" Bhe, il nome lo dice bene, ti consiglia sull'acquisto di prodotti per la tua cura e bellezza.Conosco questi prodotti da molto tempo, ancora prima che fossero conosciuti in Italia, poiché Bruno è per metà francese e fin dalle prime vacanze le abbiamo passate proprio nell'amata Francia. Più precisamente in provenza (per i più curiosi), anzi se potete, andateci e vi innamorerete. Ho sempre amato questi prodotti, perché è stato uno dei primi marchi a non testare sugli animali essendo un prodotto totalmente vegetale. E' ancora oggi, l'unico brand che segue interamente tutte le fasi di produzione e distribuzione dei suoi prodotti, mantenendo intatta la filosofia e l'idea iniziale del fondatore da cui porta il nome.  E' l'unico coltivatore, produttore e distributore.    Ma a parte questa piccola parentesi sul marchio, vorrei raccontarvi come sono arrivata oggi a questa decisione. Sicuramente il fatto che sia una linea vegetale è una delle motivazione che mi ha spinta a scegliere YR piuttosto che un altro marchio. Ma la scelta è nata soprattutto dalla voglia di prendermi del tempo per me, dalla voglia di ricominciare a coccolarmi come facevo prima di diventare mamma. Gli anni passano e lo specchio me lo ricorda, in più ultimamente il tempo per me sembrava essere passato in secondo piano, come è giusto che sia, sicuramente prima i figli, ma non è giusto dimenticarsi di essere donna. Così mi sono detta, quasi quasi divento una cliente privilegiata! E si, perhè con YR non sei obbligata a vendere i prodotti, ma inizialmente richiedi un codice che ti permette di essere una cliente coccolata con uno sconto speciale solo per te, poi se lo desideri puoi provare anche a venderli per guadagnarti qualche soldino. Bhè, logico che il guadagno dipende dall'impegno che dedichi e dall'importanza che dai a questo lavoro, perchè può diventare a tutti gli effetti un lavoro.Così ho ricominciato a coccolarmi, iniziando ad acquistare i prodotti per la cura quotidiana,  latte, tonico e crema, ultimamente acquistavo dove capitava mentre facevo la spesa e soprattutto li usavo quando ne avevo voglia e se non mi sentivo troppo stanca. Ma mi sono prefissata che dovevo farlo ogni giorno, mattina e sera e la mia pelle ha iniziato a prendere un colorito più roseo e curato. Adesso prima di uscire, non dimentico mai il rossetto e una spruzzata del buonissimo profumo Evidence e  la giornata inizia alla grande.



mercoledì 21 novembre 2018

Ogni anno è sempre uguale



Oggi sono undici anni che il mio amato papà ci ha lasciato, ed ogni anno oggi come allora è sempre lo stesso dolore. Tutti ti dicono che con il tempo passa, ma sinceramente si passa, ma non fa male solo se non ci pensi, perché io quando mi fermo a pensarci sto male, anzi sto malissimo. Ogni volta ho un colpo al cuore, ogni volta ho tanta rabbia dentro, perché non doveva andare così, era giovane e aveva ancora tanto tempo. Da allora onestamente, non riesco più a vivere come se nulla fosse, non posso, non ci riesco. Ho sempre il timore che da un momento all'altro possa accadere qualcosa alle persone che amo, che tutto, che la mia felicità possa nuovamente essere distrutta. Bisognerebbe vivere sempre al 100% perché non sappiamo mai cosa accadrà. Lui era un grande uomo, (ma cosa lo dico a fare, non sarei qui a scrivere se non fosse così) un grande lavoratore che ha passato la sua vita, a rimandare quello che voleva fare, ha lasciare i suoi sogni chiusi in quel cassetto dove sono sempre stati. Perché prima la sua famiglia, e ha lottato con tutte le sue forze per costruirsela, poi noi figlie, poi il lavoro, poi, poi, poi.... Ma chissà perché non ce la godiamo al pieno questa vita? Chissà perché oltre a far progetti, ogni tanto non apriamo quel cassetto e poco alla volta una soddisfazione non ce la prendiamo? Chissà perché ogni tanto non ci ricordiamo che non siamo eterni? Avrei ancora mille cose da raccontargli, mille consigli da chiedergli, mille risate da fare insieme... E oggi ancora, sto male per quella volta che gli ho risposto male, per quella cosa che non gli ho detto, per quel bacio che non gli ho dato. Perché non ci pensiamo che non è detto che ci sia un altro momento... Negli ultimi anni, con mio grande dispiacere, ho dovuto vivere direttamente (anche se in realtà potevano non interessarmi) situazioni davvero brutte (per come sono fatta io), tra due fratelli, due fratelli che credevo avessero una bella famiglia, una solidità nel rapporto, che ai miei occhi avrebbero potuto sempre contare l'uno sull'altro qualsiasi cosa sarebbe accaduto. Perché secondo me, è questo ciò che conta in un rapporto... Esserci!! In realtà, quel rapporto, si è sgretolato al primo colpo di forte vento. Vento, che si poteva domare se ci si teneva per mano. Ed è così che io cerco di vivere la mia vita, tenendo per mano le persone che amo, anche se non posso esserci sempre fisicamente, ma loro devono sapere che io ci sono e ci sarò sempre, anche se non ci sentiamo tutti i giorni, se non ci vediamo tutti i giorni. Perché i miei genitori, è questo quello che mi hanno insegnato, che nulla conta più del rispetto, che i beni materiali, una volta chiusi gli occhi, li lasciamo qui. Che quando devi affrontare una brutta malattia, come è successo al mio papà, puoi avere tutti i soldi di questo mondo, ma se non hai al tuo fianco le persone che ami, sei un uomo povero. Lui, fino all'ultimo giorno, si è preoccupato di noi, le sue donne, neanche un istante l'ho sentito lamentarsi che LUI stava morendo, che LUI stava soffrendo, ma si preoccupava di noi, che eravamo li con lui e non con la nostra famiglia, con i nostri figli. E il suo ultimo pensiero è stato per sua moglie, per la mia mamma che aveva bisogno di noi e noi di lei. Questo è ciò che conta!! Quindi, non lasciamo nulla in sospeso per chissà quale giorno, non rimandiamo le cose importanti, viviamo al pieno ogni giorno perché domani forse non avremo il tempo che crediamo.  E ditemi voi, io oggi, anche se sono passati undici anni, come faccio a non essere ancora arrabbiata con chi me lo ha portato via, con chi non mi ha dato il tempo di chiedergli scusa se gli avevo risposto male, non mi ha lasciato il tempo per un altro bacio, per altre risate. 
Mi hanno detto raccolga i fiori più belli del suo giardino. 
Ma proprio il nostro fiore volevi?


martedì 16 ottobre 2018

Si cambia

È proprio vero, che crescendo si cambia! Si cambia, non solo fisicamente, ma soprattutto caratterialmente senza neanche rendersene conto. Quando hai figli adolescenti, ti capita più spesso di accorgerti come il tempo sia volato in fretta, come passi velocemente. Solo ieri avevi tu la loro età, i primi amori, la scuola, le responsabilità. Quella voglia di crescere in fretta per poter finalmente fare quello che vuoi fare e non quello che gli adulti ti dicono. Quella convinzione che tu sei in grado di cavartela benissimo da sola, di non aver bisogno di chi ti dice come devi fare una cosa. E non pensi che quello che hai è proprio grazie a qualcuno che te lo ha dato, che te lo ha insegnato. Il mio papà (come credo in molti) la chiamava L'età della stupidera e oggi, che a viverla sono i nostri figli, li guardiamo e sospiriamo: "Che bella età!"  



Bruno* dice che lui preferisce molto di più questa età... ( Si grazie, lui è un figo pazzesco con il capello brizzolato ) Scherzi a parte (no, dicevo sul serio) Lui sostiene che quella che vogliamo ricordare come la bella età, in realtà è piena di incertezze, di paure e forse anche di fallimenti, di notti passate insonni per futili motivi che adesso quando ci ripensi ti ritrovi a sorridere. Se solo potessimo riviverla con la testa di oggi? In quanti lo hanno pensato? Beh, quando ci penso bene, a dire il vero, sono indecisa e un po' combattuta su come definirla. Perchè si, Bruno ha ragione, quante paranoie mi facevo!!!  Ma tutto sommato, è una bella età, peccato che la vivi in un'età che non la sa apprezzare, proprio perchè dei piccoli problemi sono enormi macigni. Così ti ritrovi a guardare i tuoi figli, magari la sera quando dormono ( e si, mi capita ancora, oddio in realtà di notte quando vado a fare pipì, perchè adesso mi addormento prima io ) Beh insomma, quando mi soffermo a pensarci, li vedo ancora così piccoli e indifesi, fragili! Anche se ormai sono entrambi più alti di me, ho la paura immensa di non riuscire a sostenere quella fragilità. Perché me lo ricordo bene com'ero alla loro età ( anche se sono passati solo un paio di anni ) mi ricordo com'erano i miei genitori. Insomma tornando indietro nel tempo, ricordando com'ero, cosa facevo, mi ritrovo a mettere un po' in discussione come sono oggi. Perché per arrivare ad oggi, ho subito varie trasformazioni, sono cambiata in base alle esperienze che mi hanno plasmato nel tempo, per poter fare di me, la donna che sono oggi. Sicuramente ci saranno sempre cose che non amerò di me, come ce ne saranno altre che continuerò ad adorare, ma con il tempo, con la maturità molte altre le perderò. 
E con il tempo resteranno semplicemente dei ricordi sbiaditi...

*per chi non lo sapesse è il mio sposo, così soprannominato perché praticamente appena a casa va in letargo come un orso bruno, come molti mariti








giovedì 11 ottobre 2018

Torta di pannolini al volo

Questa è stata decisamente sfornata al volo. Una settimana prima di partire per il mare, mi chiama Fabiana, la cugina di mio marito che ha bisogno di una torta di pannolini. Il termine è la metà di settembre, ma noi il 30 agosto partiamo. Ma io non mi fido, si sa come vanno queste cose. Così decido di confezionarla al volo, la richiesta poi era ben chiara, Fabiana desiderava qualcosa di semplice. Mi spiace solo di non essere riuscita a prepararle anche il biglietto, ma i tempi erano veramente ristretti. Ha fatto un successone come sempre, per le neo mamme che la ricevono è veramente un pensiero molto gradito. 
INGREDIENTI:
68 pannolini Huggies bebè tg 2 (3-6 kg)
Una confezione di salviette per il cambio della Pampers
Una spugna a forma di orsetto

Infatti come previsto, la voglia di vedere mamma e papà era tanta e il 1 Settembre 2018 È nato Nicolò